Approccio e idee: Interior design

Chi ha necessità di ristrutturare la propria abitazione o allestire locali commerciali o uffici, spesso si rivolge ad un architetto non avendo nessuna idea, o poche idee, o approccio di come potrebbe o vorrebbe fosse realizzata l’opera, sia per quanto attiene ai costi sia per la scelta di materiali sia e soprattutto per la ottimizzazione degli spazi e degli arredi.

In questi casi il nostro cliente deve essere aiutato a comprendere passo passo l’evoluzione dell’approccio alle problematiche del caso e alle relative soluzioni : dal rilievo del contesto alla formulazione delle proposte preliminari coinvolgendolo, rendendolo partecipe delle diverse fasi progettuali.

Si riporta di seguito un caso specifico di un alloggio, dove la distribuzione degli spazi  è fortemente vincolata all’ingresso e alla posizione delle strutture portanti.

Il rilievo

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Planimetria catastale

Di fondamentale importanza è la presenza dell’interessato al rilievo perché è la prima occasione di parlare dell’intervento, della realtà dei luoghi illustrandone le potenzialità  e le criticità, di informarci delle sue tendenze stilistiche, del suo lavoro, il tutto nella ricerca di una impostazione degli approcci e proposte idonee, utili e su misura per lui e la sua famiglia o per i suoi colleghi se si tratta di allestimento di luoghi di lavoro.

rilievo
rilievo

Approccio alla ristrutturazione

Raccolti i dati si prosegue con una o più soluzione puntuali. Nel caso specifico il vincolo maggiore si rileva nella posizione dell’ingresso e dei bagni situati ad uno degli estremi della planimetria, condizionando l’efficacia delle diverse funzioni base (la cucina, il pranzo, le camere, ecc.) che si “contaminano” l’une con le altre.

Approccio di prima discussione
Approccio di prima discussione

Proposte

Le indicazioni e le risoluzioni devono essere almeno due o più di due in maniera tale da evidenziare i pro e i contro di una data posizione del divano piuttosto che del tavolo o del sistema media.

Proposta 1
Proposta 1

Il tutto con illustrazioni semplici e dirette, propedeutiche a una progettazione e illustrazione di dettaglio successiva con la quale potrà essere stimato il costo, lo stile e i materiali da usare.

Proposta 2
Proposta 2

Vetro – L’uso del vetro nel tempo

Partendo dal presupposto che la creazione di oggetti o architetture o invenzioni nascono si dall’ingegno umano, ma sempre suggerite dai bisogni della società e dall’osservazione delle cose che ci circondano e dalle scoperte, proviamo a visitare molto velocemente, a grandi passi e più per immagini, alcune architetture o complementi di architetture che sono e sono state di riferimento nella lettura di quest’arte, e lo facciamo seguendo un filo che le unisce: l’uso del vetro. Questo articolo risulta ovviamente estremamente riduttivo e parziale nell’esposizione della realtà architettonica mondiale che si può leggere in tanti modi, più o meno approfonditi, più o meno elaborati: questo è uno dei tanti possibili, sintetico e diretto.

Il mosaico

Il vetro si è sempre usato nella storia, ma uno dei primi impieghi in architettura può essere individuato nel V-VII secolo d.C. quando si sviluppa l’uso del mosaico in vetro nell’arte bizantina .

Mosaïque de l'impératrice Zoé, Sainte-Sophie (Istanbul, Turquie)
Mosaïque de l’impératrice Zoé, Sainte-Sophie (Istanbul, Turquie)

Le vetrate

Nel tempo vengono perfezionate sempre più le tecniche per la realizzazione di vetrate con strutture in metallo (piombo e ferro) o in pietra. Il Gotico ne testimonia la bellezza.

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Parigi, Sainte Chapelle, 1243-1248. Cappella superiore

L’arte della vetrata si sviluppò in stretto contatto con le esigenze dell’architettura gotica e con l’importanza che questa conferì alla luce.

L’epoca che si designa con il termine “Gotico” è molto estesa, essendo questo termine usato per indicare opere databili dal 1140 al 1540 circa e, più liberamente, definisce la civiltà del tardo Medioevo. Il gotico nacque in Francia per poi diffondersi in tutta Europa, in modo particolare in Germania e in Inghilterra.

Nel Rinascimento si consolidano le esperienze gotiche delle lavorazione del vetro, perfezionando le tecniche e attualizzando gli stili a questo fantastico periodo artistico.

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Firenze duomo

Le serre e le cupole, uso estensivo del vetro

Le lavorazioni del vetro rinascimentali si arricchiscono nel periodo Barocco e nel Neoclassico si affermano realizzazioni ardite come le Serre Monumentali sostituite nel tempo, e ai giorni nostri, con le futuristiche Cupole Geodetiche.

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Serra Kew Gardens
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Bombay Sapphire
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US Pavilion, Expo 67, Montreal

Lo stile Liberty e il vetro

 Lo stile Liberty – con il quale generalmente si suole definire l’intera produzione eseguita nell’arco compreso tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi vent’anni del Novecento – esplode  in Francia assumendo il nome di Art Nouveau, in Austria di Secession Art, in Germania di Jugendstil, in Inghilterra di Modern Style, in Spagna di Arte Joven, in Italia di Floreale, usando il vetro nei modi più diversi e originali.

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Vetrata dei pavoni nella Casina delle civette a Villa Torlonia
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1 Galleria Sciarra a Roma
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2 Galleria Sciarra a Roma
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Chini
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Copertura vetrata – 1901
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Parigi ingresso metro

Razionalismo, il De Stijl e l’Espressionismo e il vetro

Poi, assieme  all’acciaio  e al cemento armato i grandi del Razionalismo, del De Stijl e dell’Espressionismo, nei primi anni del secolo scorso,  hanno usato il vetro per sconvolgere il mondo dell’architettura, teorizzando e realizzando edifici che hanno marcato per sempre il divario tra il monumentalismo,l’eclettismo tradizionale e l’uso di sistemi di progettazione industriali, nella ricerca della massima essenzialità,la funzionalità, nell’eliminazione dell’ornamento fine a se stesso affermando il concetto di standadizzazione edilizia come elemento di espressione artistica finalizzata a una architettura per tutti.

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Taut Glass Pavilion exterior 1914
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Bauhaus di W. Gropius
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Le Officine Fagus, Patrimonio dell’Umanità di W. Gropius

L’architettura contemporanea e il vetro

Infine il vetro nell’architettura contemporanea, che pur usando un linguaggio poco legato al territorio , più autoreferenziale, con  applicazioni di tecnologie e materiali enormemente più performanti di quelli usati nel passato, esprime oggetti architettonici  impossibili da realizzare con tecniche del passato usando la tecnica delle facciate continue.

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Renzo Piano Centre Pompidou, Parigi
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30S Mary Axe,’Gherkin’ Foster
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dozen office buildings Richard Rogers
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Fuksas Fiera di Milano
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Parliamo dei PEBA – Piani eliminazione barriere architettoniche

Incontro tra architetti in merito ai PEBA

Una interessante opportunità, quella dei PEBA, per le amministrazioni locali, di adeguare i propri ambiti urbani  alla massima accessibilità ,sicurezza , fruibilità a chiunque abbia una limitazione funzionale temporanea o permanente, di qualsiasi natura.

Il Seminario su “Accessibilità urbana e barriere Architettoniche”, svoltosi nella sede del Comune di Albano Laziale il 7 Luglio 2016, ha dato infatti la possibilità, agli architetti che operano nell’ambito dei Castelli Romani, di approfondire questa tematica.

 Pochi sanno infatti che esiste l’obbligo, da parte di questi enti, di dotarsi dei PEBA – Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche,  (Legge 41/86 , art. 32), per rendere fruibili e accessibili tutti gli spazi pubblici  e non, siano essi edifici chiusi o spazi aperti. Una rivoluzione dunque sul modo di concepire e progettare la città che , a parte episodi sporadici e puntiformi è rimasta purtroppo su carta per moltissimi anni.

Oggi qualcosa si muove

Oggi , grazie anche all’Osservatorio sull’Accessibilità e Universal Design dell’Ordine degli Architetti di Roma, al constatato e oggettivo invecchiamento della popolazione italiana , ad una maggiore attenzione e sensibilità  su questi temi, da parte della nostra società e soprattutto alla spinta indiretta  che viene dalla richiesta di soddisfare le esigenze di tutti noi di usufruire e godere degli spazi pubblici in modo sano e sicuro, che le cose stanno cambiando.

Liberi di muoversi

PEBA piani per eliminazione barriere architettonic

Non è un caso che è stato coniato un nuovo slogan, “liberi di muoversi”, riferito alla eliminazione delle barriere architettoniche, che supera il solo riferimento alle persone con ridotta capacità motoria e lo estende a tutti, superando inadeguate e offensive distinzioni tra persone normodotate e persone ipodotate. Si perché le barriere architettoniche non sono solo le scale, la larghezza dei marciapiedi, gli ascensori con porte ridotte e quant’altro, ma sono la mancanza di orientamento per gli ipovedenti, gli elementi sporgenti sotto i mt 2,10, le alberature le segnaletiche e i lampioni in mezzo ai camminamenti, l’ostruzione dei passaggi pedonali ( zebre) da elementi impropri come edicole o vendite ambulanti, la mancanza di manutenzione del piano di calpestio e della segnaletica orizzontale e via dicendo.